Cartamo

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La pianta
La pianta del cartamo è originaria dell’Asia centrale, in particolare India e Pakistan, ma si trova anche in Africa orientale negli stati del Sudan e dell’Etiopia.
In Europa attualmente viene coltivata solamente in Spagna e in Portogallo, ma nel medioevo era coltivata anche in Italia, nella bassa pianura padana.
Dall’aspetto simile al cardo, si tratta di una pianta a fusto eretto, alta fino a un metro e abbondantemente ramificata. Produce delle infiorescenze che raccolgono fino a un centinaio di fiorellini di colore giallo-arancio.

Caratteristiche
Il nome dei fiori di cartamo richiama immediatamente la sua caratteristica principale: deriva dall’arabo kurthum, il cui significato è “tingere” e dall’ebraico cartami, “colore”. Questa pianta, infatti, contiene due sostanze coloranti, naturali e assolutamente non tossiche, una gialla e una rossa, conosciuta come cartamina. Si tratta di una spezia antica, coltivata in passato nell’area della bassa pianura padana italiana sia come colorante per stoffe e tessuti sia per i suoi utilizzi in cucina.  Testimone di questa attenzione era proprio la fiera dello Zafferanone - con questo nome era conosciuto e commercializzato il cartamo - di cui si ha notizia a partire dal XIV secolo.
È apprezzato anche per le sue proprietà energizzanti: il tè di zafferanone, infatti, era riconosciuto per donare vigore fisico, mentale, sessuale, antireumatico, lassativo e  sudorifero. Veniva utilizzato, inoltre, per calmare la tosse e l’asma.

In cucina
I fiori di cartamo possono essere utilizzati al posto dello zafferano per ricreare lo stesso colore giallo brillante, ma con un gusto molto più delicato e leggero.